Fonte: weeklymagazine.it
Ritratto di Vincenzo Tiberio (1869 - 1915)

Vincenzo Tiberio.

  • Dott.ssa Maria Grazia Deriu
    Dirigente Biologa Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari
Tempo di lettura: 2 minuti, 41 secondi
Vincenzo Tiberio (1869-1915) è stato un ricercatore e ufficiale medico del Corpo Sanitario della Marina Militare italiana. È noto soprattutto per i suoi studi sul potere battericida di alcuni estratti di muffe, che hanno preceduto la scoperta della penicillina da parte di Alexander Fleming.

Vincenzo Tiberio è una figura significativa nella storia della microbiologia, nonostante sia spesso trascurato. Nato nel 1869 in Italia, Tiberio è stato un ufficiale medico della Marina Militare italiana e un ricercatore pionieristico nel campo degli antibiotici.

Alla fine del XIX secolo, Tiberio, allora studente di medicina presso l'Università di Napoli, fece osservazioni cruciali sulle proprietà antibatteriche delle muffe. Notò che nel pozzo della casa dei suoi zii, da cui si procuravano l'acqua potabile, cresceva della muffa. Curiosamente, quando il pozzo veniva pulito e la muffa rimossa, coloro che bevevano quell'acqua si ammalavano di enterite. Al contrario, quando la muffa era presente sulle pareti del pozzo, queste malattie non si manifestavano. Raccolse le muffe, poi identificate come Penicillium glaucum, Aspergillus flavescens e Mucor mucedo, e iniziò a condurre esperimenti scientifici nel laboratorio dell'Istituto di Igiene dell'Università per comprendere meglio il fenomeno. Per i suoi esperimenti utilizzò due gruppi di topolini da laboratorio ai quali furono iniettati germi patogeni, ma solo un gruppo fu trattato con un estratto acquoso delle muffe. Gli animali trattati riuscivano a sopravvivere, mentre gli altri morivano rapidamente.

Tiberio comprese l'importanza del gruppo di controllo negli studi sperimentali, l'influenza del peso degli animali, del dosaggio e della durata del trattamento. Queste scoperte aprirono la strada a quella che sarebbe diventata l'era degli antibiotici. Con le sue ricerche, comprese che "la sostanza cellulare delle muffe testate contiene principi idrosolubili, provvisti di azione battericida".

Questi suoi risultati non suscitarono alcun interesse nella Facoltà. Nel 1895, dopo la laurea, pubblicò i suoi risultati sugli Annali di Igiene Sperimentale, rivista prestigiosa in Italia ma poco conosciuta a livello internazionale.

Nonostante l'importanza delle sue scoperte, il lavoro di Tiberio non ricevette pertanto l'attenzione che meritava. I suoi studi furono pubblicati in un'epoca in cui la comunità scientifica era ancora in gran parte scettica riguardo alle infezioni causate da microrganismi e agli effetti terapeutici delle muffe. Di conseguenza, il suo lavoro cadde nell'oblio e non ebbe l'impatto immediato che avrebbe potuto avere. Per la delusione lasciò la ricerca e si arruolò nella Marina Militare; mori a 46 anni stroncato da un infarto. Non ebbe nessun riconoscimento, nessun premio ma solo una targa postuma sulla sua casa, donata dai suoi concittadini.

È interessante notare che le scoperte di Tiberio precedettero di circa trent'anni quelle di Alexander Fleming, il famoso scopritore della penicillina. Anche se Fleming è universalmente riconosciuto per la scoperta della penicillina nel 1928, le osservazioni di Tiberio dimostrano che le proprietà antibatteriche delle muffe erano già conosciute ( anche se non ampiamente accettate) molto prima.

Solo molti anni dopo la sua morte nel 1915, il lavoro di Tiberio ha iniziato a essere riconosciuto per il suo valore pionieristico. Nel 2014, l'Università degli Studi del Molise ha intitolato il Dipartimento di Medicina e Scienze della Salute a suo nome, riconoscendo finalmente il suo contributo alla scienza medica e alla lotta contro le infezioni batteriche.

L'eredità di Vincenzo Tiberio è un promemoria dell'importanza di guardare oltre le scoperte ampiamente riconosciute e di valorizzare i contributi di scienziati spesso dimenticati. Le sue osservazioni e sperimentazioni sono una testimonianza del potere dell'osservazione scientifica e della dedizione alla ricerca, anche quando le circostanze non favoriscono immediatamente il riconoscimento.

Fonti / Bibliografia
  • Bellini F., Liverini A., Cal A., Zacchetti S.: La Scoperta degli antibiotici. Vincenzo Tiberio e “la vita” nel pozzo di Arzano. SIMeVeP Numero 2/2022 Argomenti
  • S. Garattini: Gli antibiotici spiegati bene. Edizioni LSWR, 2020
  • Tamburello, M. and Villone, G. (2017) ‘Vincenzo Tiberio: la prima antibiotico terapia sperimentale in vivo’, Medicina nei secoli arte e scienza, 29(2), pp. 533-552.
  • Tiberio, l’italiano che scoprì la penicillina prima di Fleming - Focus.it

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