Quando il clima cambia anche i batteri resistono

  • Dott.ssa Maria Grazia Deriu
    Dirigente Biologa Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari
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La resistenza agli antibiotici e il cambiamento climatico sono diventati le due più grandi minacce per la salute globale. Queste due emergenze non sono isolate; anzi, il riscaldamento globale, i cambiamenti nei modelli meteorologici e l’alterazione degli ecosistemi hanno un impatto diretto e complesso sulla diffusione e sull’evoluzione della resistenza agli antibiotici.

La resistenza agli antibiotici è senza dubbio uno dei maggiori problemi di salute pubblica del nostro secolo. Tuttavia, ciò che spesso viene trascurato è il suo profondo legame con un'altra crisi globale: il cambiamento climatico. Queste due crisi possono intersecarsi; infatti, il riscaldamento globale, i cambiamenti nei pattern meteorologici e le alterazioni negli ecosistemi hanno un impatto profondo e complesso sulla diffusione e l'evoluzione della resistenza agli antibiotici.

Uno degli effetti più evidenti del cambiamento climatico è l’aumento delle temperature globali. Questo riscaldamento può accelerare la crescita e la diffusione dei patogeni, compresi quelli resistenti agli antibiotici. Teoricamente, le attività batteriche sono inestricabilmente legate alla temperatura. È stato a lungo riconosciuto che la temperatura influenza la crescita batterica e il suo trasferimento di materiale genomico che codifica la resistenza agli antibiotici. Alcuni studi hanno dimostrato che per ogni grado di aumento della temperatura media globale, la resistenza agli antibiotici può aumentare del 4-6%. In un articolo pubblicato nel novembre 2022 alcuni ricercatori cinesi hanno riportato la prevalenza di tre batteri responsabili di infezioni correlate all’assistenza resistenti agli antibiotici: Acinetobacter baumannii, Klebsiella pneumoniae e Pseudomonas aeruginosa. Hanno scoperto che ad ogni aumento di 1°C della temperatura media, corrispondeva un aumento del 14% di campioni positivi a K.pneumoniae resistente ai carbapenemi, un aumento del 6% per Ps. aeruginosa mentre non sembrava influenzare la prevalenza di Ac. baumannii MDR. L'ipotesi è che l'aumento graduale della temperatura media dell'aria possa contribuire all'incremento della resistenza antimicrobica poiché favorisce il tasso di crescita dei batteri, accelerandone la diffusione. È inoltre dimostrato che i batteri possono condividere i geni di resistenza (inclusi quelli che conferiscono la resistenza agli antibiotici) con maggiore facilità in condizioni di caldo rispetto a quelle di freddo. Questa capacità di trasferire materiale genetico in modo più efficiente in ambienti caldi può contribuire alla rapida diffusione della resistenza antimicrobica. Un'altra ipotesi suggerisce che le temperature molto elevate possano indurre nei batteri cambiamenti genetici significativi. Questi cambiamenti potrebbero conferire ai batteri un vantaggio evolutivo, permettendo loro di sviluppare resistenze agli antibiotici. Le condizioni estreme, come il calore intenso, potrebbero agire come fattori di stress che accelerano i processi di mutazione genetica. Di conseguenza, i batteri che sopravvivono a tali stress termici potrebbero selezionare mutazioni vantaggiose che migliorano la loro capacità di resistere ai trattamenti antibiotici. Questo fenomeno rappresenta una preoccupazione crescente per la sanità pubblica, poiché potrebbe portare alla diffusione di ceppi batterici ancora più resistenti agli antimicrobici attualmente disponibili. L'adattamento di batteri, come Campylobacter, Salmonella (che sta diventando sempre più resistente agli antibiotici) e Vibrio cholerae, a temperature più calde ha portato, inoltre, alla ricomparsa di queste malattie infettive a seguito dell’aumento delle temperature nei sistemi idrici.

Ancora, l’aumento delle temperature può espandere le aree geografiche abitabili per vettori di malattie come le zanzare, che trasmettono patogeni resistenti. I cambiamenti climatici stanno portando, infatti, a un’espansione delle zanzare portatrici di malattie come la malaria e la dengue in regioni che fino a poco tempo fa erano considerate inadatte a tali vettori. Questa espansione geografica amplifica il rischio di infezioni, alcune delle quali diventano sempre più difficili da trattare a causa della resistenza agli antibiotici. Si stima che entro il 2050, le persone a rischio di malattie trasmesse da vettori saliranno a 500 milioni. Allo stesso modo, le infezioni trasmesse da vettori tipiche dei climi tropicali, come Zika, malattia di Chagas e chikungunya, stanno lentamente migrando verso paesi con temperature più calde, anche nei mesi invernali.

Il cambiamento climatico ha un impatto significativo, altresì, sul ciclo idrologico, dando origine a fenomeni meteorologici estremi come piogge torrenziali e siccità prolungate. Tali eventi alterano in modo complesso la distribuzione degli antibiotici nell'ambiente. Ad esempio, durante le inondazioni, grandi quantità di antibiotici utilizzati in agricoltura e nelle comunità vengono trasportate nei corsi d'acqua, contaminando fiumi, laghi e mari.

Inoltre, la mancanza di acqua pulita e le condizioni igieniche precarie create da questi eventi atmosferici favoriscono lo sviluppo e la selezione di batteri resistenti aumentando il rischio per la salute pubblica.

La siccità e la scarsità d'acqua potabile, infatti, rappresentano sfide significative per il mantenimento di adeguati livelli di igiene, essenziali per prevenire la trasmissione di malattie infettive. Quando l'accesso all'acqua pulita è limitato, risulta difficile mantenere pratiche igieniche come il lavaggio delle mani e la pulizia delle superfici, aumentando il rischio di diffusione di patogeni.

In queste condizioni, le infezioni possono proliferare più facilmente, portando a un uso crescente di antibiotici nel tentativo di controllarle. Questo fenomeno è particolarmente accentuato nelle regioni con infrastrutture sanitarie precarie, dove l'accesso a risorse mediche adeguate è limitato. L'aumento dell'uso di antibiotici in risposta alle infezioni contribuisce a un ulteriore sviluppo della resistenza antimicrobica.

Inoltre, la scarsità d'acqua potabile porta a una maggiore concentrazione di popolazioni intorno a fonti d'acqua limitate, creando ambienti sovraffollati dove le malattie possono diffondersi rapidamente. In queste aree, la carenza di acqua non solo compromette l'igiene personale e pubblica, ma anche la gestione delle risorse mediche e ospedaliere, aggravando il problema.

L'uso intensivo di antibiotici in tali contesti alimenta un ciclo pericoloso: i batteri diventano più resistenti, richiedendo l'uso di antibiotici più potenti o combinazioni di farmaci, che a loro volta possono accelerare l'evoluzione della resistenza. Questo circolo vizioso rappresenta una minaccia crescente per la salute pubblica globale, richiedendo interventi urgenti e sostenibili per garantire un accesso sicuro e continuo all'acqua potabile e per promuovere l'uso responsabile degli antibiotici.

Altro aspetto cruciale è rappresentato dagli effetti devastanti sull’agricoltura e sulla zootecnia del cambiamento climatico con conseguenze dirette sulla resistenza agli antibiotici. Le alterazioni climatiche causano una riduzione delle risorse alimentari e idriche, mettendo sotto pressione i sistemi di produzione alimentare. Per affrontare queste sfide, molti allevatori, in alcune parti del mondo, fanno un uso crescente di antibiotici negli animali per prevenire malattie e garantire la crescita in condizioni difficili. L’uso massiccio di antibiotici negli animali da allevamento è uno dei principali fattori che alimentano la resistenza antimicrobica, poiché questi farmaci finiscono nell’ambiente tramite rifiuti e acque reflue.

I cambiamenti nelle pratiche agricole, come lo spostamento verso colture più resistenti al clima o l’intensificazione della produzione, possono richiedere l’uso di pesticidi e antimicrobici che influenzano direttamente la salute del suolo e delle acque, aumentando la pressione selettiva sui batteri.

Ultimo aspetto è l’impatto profondo del cambiamento climatico sugli ecosistemi naturali, sconvolgendo l'equilibrio delle popolazioni microbiche. La distruzione degli habitat e la riduzione della biodiversità possono creare condizioni favorevoli alla proliferazione di batteri resistenti, poiché gli ecosistemi impoveriti hanno minore capacità di controllare la diffusione dei patogeni. Inoltre, la pressione selettiva causata dalle sostanze chimiche presenti nell'ambiente, comprese quelle farmaceutiche, favorisce l'evoluzione di nuovi ceppi di batteri resistenti.

Le regioni costiere e le aree umide, ad esempio, sono particolarmente vulnerabili. Questi ambienti sono spesso punti di incontro tra inquinanti chimici, cambiamenti di temperatura e un’intensa attività umana. In queste condizioni, i microbi patogeni possono evolversi rapidamente e diventare resistenti a una vasta gamma di farmaci.

Il cambiamento climatico e la resistenza agli antibiotici sono interconnessi in un pericoloso circolo vizioso. Il riscaldamento globale accelera la diffusione dei batteri resistenti, mentre l'uso eccessivo e inadeguato degli antibiotici intensifica la pressione ambientale, aggravando ulteriormente il cambiamento climatico. Affrontare questa doppia sfida richiede un approccio olistico che integri la gestione ambientale con strategie sanitarie globali.

La battaglia contro la resistenza agli antibiotici non può essere vinta senza affrontare simultaneamente le sfide poste dal cambiamento climatico. È necessaria una cooperazione globale che coinvolga governi, organizzazioni internazionali, comunità scientifiche e il settore privato. Solo attraverso sforzi concertati possiamo implementare strategie efficaci che proteggano la salute umana e salvaguardino il nostro pianeta.

Fonti / Bibliografia
  • Magnano San Lio R. , Favara G. , Maugeri A. , Barchitta M. , Agodi A.: How Antimicrobial Resistance Is Linked to Climate Change: An Overview of Two Intertwined Global Challenges. Int J Environ Res Public Health. 2023 Jan 17;20(3):1681. doi: 10.3390/ijerph20031681.
  • Weibin Li , Chaojie Liu , Hung Chak Ho , Lin Shi , Yingchao Zeng , Xinyi Yang , Qixian Huang , Yi Pei , Cunrui Huang , Lianping Yang : Association between antibiotic resistance and increasing ambient temperature in China: An ecological study with nationwide panel data. Lancet Reg Health West Pac. 2022 Nov 14:30:100628 doi: 10.1016/j.lanwpc.2022.100628. eCollection 2023 Jan.
  • Carissa Wong: Antibiotic resistance is a growing threat - is climate change making it worse? Nature, 08 January 2024

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