L’importanza della Comunicazione Sanitaria nella Lotta contro la Resistenza Antimicrobica

  • Dott.ssa Antonella Arghittu
    Università di Sassari
Tempo di lettura: 3 minuti, 51 secondi
Ambito UmanoAmbito AnimaleAmbito AmbientaleAmbito OspedalieroAmbito Territorio
Nell’attuale contesto globale, la comunicazione in ambito sanitario, oggi meglio nota come Health Communication (HC), è materia estremamente complessa in continua evoluzione la cui mission si inserisce nell’ambito della prevenzione con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso la condivisione di informazioni basate sull'evidenza. La sua caratterizzazione è stata approfondita negli anni fino alla descrizione che meglio la definisce, ossia «la cultura e lo studio delle strategie comunicative utilizzate al fine di informare, motivare e persuadere gli individui ad assumere decisioni e comportamenti che, relativamente alle scelte di salute, conducano ad un cambiamento positivo e duraturo nel tempo». In quest’ottica la HC gioca un ruolo cruciale nella sensibilizzazione, informazione e formazione a diversi livelli della popolazione su importanti temi di Sanità Pubblica come il corretto uso dei farmaci nella prevenzione dell’antimicrobico resistenza. Un’efficace comunicazione sanitaria, infatti, aiuta a combattere la disinformazione e a promuovere comportamenti responsabili, facilitando l’adozione di pratiche di salute più sicure e contribuendo al contenimento della diffusione della resistenza antimicrobica.

La comunicazione sanitaria, utilizzata nel contesto della prevenzione con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso la condivisione di informazioni basate sull'evidenza è caratterizzata da una complessità crescente.

In proposito, l’European Center for Disease Prevention and Control (ECDC) sostiene che, affinché le attività di comunicazione sanitaria possano esercitare un impatto positivo su atteggiamenti, convinzioni e comportamenti relativi alla salute e affinché il messaggio veicolato sia efficace e istruisca la popolazione verso una gestione più consapevole della propria salute, è necessario che i canali comunicativi esprimenti il contenuto trasmettano tutti lo stesso significato. Infatti, ogni discrepanza tra il linguaggio non-verbale/para-verbale e il linguaggio verbale può generare sensazioni di disagio, di sfiducia o di chiusura in chi riceve il messaggio. Peraltro, oltre alle capacità comunicative e relazionali dell’emittente, per quanto riguarda il contenuto del messaggio, l’ECDC, basandosi su numerosi studi effettuati in questo campo in varie parti del mondo e per un lungo periodo, ha ampiamente accettato, come attributi di una pratica di comunicazione sanitaria efficace, questi principi:

  • Precisione: il contenuto è valido e senza errori di fatto, interpretazione o giudizio ed è libero da conflitto di interesse (professionale, scientifico o economico);
  • Disponibilità: gli utenti possono facilmente accedere all’informazione.
  • Equilibrio: il contenuto presenta i benefici e i rischi di potenziali azioni o riconosce molteplici e valide prospettive sul tema.
  • Coerenza: il contenuto rimane coerente nel tempo e con le informazioni provenienti da altre fonti.
  • Competenza culturale: il processo di progettazione e attuazione del messaggio tiene conto di tematiche specifiche per gruppi selezionati di popolazione e anche dei livelli di istruzione e di disabilità
  • Portata: il contenuto raggiunge o è disponibile per il maggior numero possibile di persone nella popolazione target.
  • Affidabilità: la fonte del contenuto è credibile e il contenuto stesso è aggiornato.
  • Ripetizione: l'accesso al contenuto è continuo o ripetuto nel tempo, sia per rafforzare l'impatto con un determinato pubblico, sia per raggiungere le nuove generazioni.
  • Tempestività: il messaggio è fornito quando il pubblico è più ricettivo o ha bisogno di informazioni specifiche (per esempio Crisis Communication).
  • Comprensibilità: il messaggio presenta un livello di lettura, lingua e formato (compresi i contenuti multimediali) appropriato per il pubblico di riferimento ed è trasmesso al fine di mettere gli uditori nella condizione di comprenderlo facilmente e di adottarlo nella propria quotidianità

Appare dunque evidente che, la Comunicazione sanitaria, comprendendo una serie di pratiche comunicative estremamente differenziate, si implementa in riferimento alle necessità e ai bisogni del nostro interlocutore target, rendendolo da un lato un partecipante attivo nell’analisi delle attuali questioni sanitarie e dall’altro un protagonista solerte nella ricerca di soluzioni efficaci che soddisfino il bisogno di salute proprio di ciascun individuo.

Per concepire tale disciplina come la base di un efficace processo sanitario e/o assistenziale è necessario sottolineare che la comunicazione, soprattutto su temi delicati come quelli legati alla salute, è certamente dettata dal contenuto del messaggio informativo, ma, altrettanto certamente, dipende in modo sostanziale dalle modalità interattive dell’emittente con il suo interlocutore.

In proposito, nel contesto italiano, secondo il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 emanato dal Ministero della Salute, “la comunicazione sanitaria è uno strumento strategico per aumentare la conoscenza e l’empowerment; promuovere atteggiamenti favorevoli alla salute, favorire modifiche di norme sociali, accesso e adesione ai programmi di prevenzione e di cura, coinvolgimento attivo del cittadino (engagement)”.

Il cittadino empowered (coinvolto/partecipe) è, infatti, un soggetto che comprende e sceglie; è il costruttore dei propri stili di vita e il protagonista del proprio benessere ed è, pertanto, in grado di interagire razionalmente e responsabilmente con il proprio ambiente di riferimento e con il sistema delle istituzioni sanitarie.

Se l’empowerment, da un lato certamente conduce alla responsabilizzazione dell’individuo nei confronti della propria salute anche in un contesto di Health Literacy (alfabetizzazione sanitaria), dall’altro fa sì che l’uni-direzionalità dei messaggi e dei contenuti a carattere sanitario di un tempo sia oggi quasi completamente sostituita dalla bi-direzionalità delle informazioni, non più passivamente acquisite dagli utenti ma spesso autonomamente ricercate anche attraverso i nuovi canali informativi. Questa condizione comporta che gli utenti, molto più autonomi nella ricerca delle informazioni riguardanti la propria salute, non possano essere considerati come consumatori passivi dei contenuti offerti loro ma, bensì, consumatori attivi delle informazioni stesse. Ciò, tuttavia, implica anche il rischio di imbattere in contenuti errati, fuorvianti e privi di evidenza che possono condizionare negativamente le scelte di salute degli individui.

In quest’ambito, la comunicazione sanitaria gioca un ruolo cruciale nella sensibilizzazione, informazione e formazione a diversi livelli della popolazione su importanti temi di Sanità Pubblica come gli stili di vita sani, l’adesione agli screening e alle vaccinazioni e il corretto uso dei farmaci nella prevenzione dell’antimicrobico resistenza (AMR).

Quest’ultimo tema in particolare sta assumendo una rilevante importanza: l’uso consapevole degli antimicrobici, infatti, rappresenta uno dei principali driver nella lotta all’AMR. Un utilizzo consapevole e appropriato degli antimicrobici, pertanto, risulta essenziale, poiché l'uso inappropriato di questi farmaci – sia in ambito umano che veterinario – accelera il processo di selezione di ceppi resistenti, compromettendo l'efficacia terapeutica di molte classi di antibiotici.

La gestione della comunicazione sanitaria relativa alla resistenza antimicrobica si configura come una sfida critica che richiede una strategia multidimensionale. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dimostrano che la popolazione spesso ha scarse conoscenze su questo importante tema di Sanità Pubblica, portando ad un uso inadeguato degli antibiotici (antibiotico non necessario per quella profilassi/patologia, antibiotico non di prima scelta o addirittura sbagliato per quel microorganismo, antibiotico utilizzato in maniera errata per tempi, dosi e vie di somministrazione). Questo panorama comportamentale sottolinea l’essenziale necessità di una comunicazione sanitaria mirata alla correzione di pratiche inappropriate mediante interventi educativi strutturati. Tali interventi devono rendere consapevole la popolazione dei rischi connessi all’abuso di antimicrobici e alla scarsa aderenza alle terapie, evidenziando le implicazioni a lungo termine di un uso improprio di questi farmaci. L’obiettivo primario della comunicazione sanitaria è, dunque, quello di tradurre le conoscenze acquisite in condotte responsabili, promuovendo una comprensione diffusa e capillare degli effetti dell’antimicrobico resistenza sia a livello individuale che collettivo.

Un modello di successo è rappresentato dalle campagne “Antibiotics: Handle with Care” dell’OMS, che hanno aumentato la consapevolezza del pubblico su scala globale. Tali campagne incoraggiano un uso responsabile degli antibiotici e promuovendo l’adesione a semplici importanti misure preventive, come il lavaggio delle mani e l’igiene respiratoria.

Le campagne di sensibilizzazione hanno adottato un approccio mirato, segmentando i messaggi in base ai diversi gruppi target (bambini, genitori, professionisti sanitari e anziani) e utilizzando canali e linguaggi specifici per rispondere alle esigenze di ciascuno. Questo approccio ha facilitato la comprensione dei messaggi, superando barriere informative, culturali e linguistiche. Inoltre, per accrescere la credibilità e l'efficacia delle comunicazioni, sono stati coinvolti leader locali e figure di fiducia, sottolineando l'importanza della collaborazione tra comunità locali e sistemi sanitari.

Un elemento chiave dell’approccio adottato dall’OMS è stato il coinvolgimento di leader locali e figure di fiducia all’interno delle comunità, un aspetto che si è rivelato determinante per aumentare la credibilità e la diffusione delle informazioni. Il supporto di professionisti sanitari e policy-maker ha permesso di costruire una narrativa coerente, in grado di integrare il tema dell’AMR nelle routine quotidiane delle persone, rendendo i messaggi di prevenzione parte del loro vissuto. Tale sinergia tra operatori sanitari, esperti di comunicazione e comunità locali rappresenta un potente esempio di come la comunicazione sanitaria possa costruire un senso di responsabilità condivisa nella lotta contro l’AMR.

Le evidenze in letteratura confermano l'efficacia di tali strategie: campagne ben progettate possono ridurre l’uso inappropriato degli antibiotici fino al 20%, con un impatto positivo che perdura nel tempo. Questo dimostra che una comunicazione sanitaria ben pianificata e diretta può incidere significativamente sui comportamenti della popolazione, contribuendo a rallentare la diffusione dell’AMR. Alla luce di questi risultati, emerge l’urgenza di sviluppare un sistema di comunicazione sanitaria in grado di rispondere in maniera tempestiva e adeguata alle necessità educative della popolazione, adeguando i messaggi alle sfide emergenti in ambito di salute pubblica.

Solo attraverso una sinergia efficace tra esperti di comunicazione, operatori sanitari e policy-maker, infatti, è possibile garantire che i messaggi di salute pubblica siano recepiti in modo chiaro e autorevole, orientando la popolazione verso scelte informate e responsabilità condivise nella lotta contro la resistenza antimicrobica e nella protezione della salute collettiva.

Fonti / Bibliografia
  1. European Center for Disease Prevention and Control. (2024). ECDC framework for prevention of communicable diseases and related special health issues.
  2. European Center for Disease Prevention and Control (2024). One Health Framework.
  3. Turner MM, Choung H. Communicating Commitment to Antibiotic Stewardship: an Effective Strategy for Responding to Online Patient Reviews. Int J Behav Med. 2023 Jun;30(3):416-423. doi: 10.1007/s12529-022-10102-9
  4. Wynia MK, Osborn CY. Health literacy and communication quality in health care organizations. J Health Commun. 2010;15 Suppl 2(Suppl 2):102-15. doi: 10.1080/10810730.2010.499981
  5. World Health Organization. (2024). World AMR Awareness Week 2024.
  6. O'Connor S, Hanlon P, O'Donnell CA, Garcia S, Glanville J, Mair FS. Barriers and facilitators to patient and public engagement and recruitment to digital health interventions: protocol of a systematic review of qualitative studies. BMJ Open. 2016 Sep 2;6(9):e010895. doi: 10.1136/bmjopen-2015-010895
  7. Harun, M.G.D., Sumon, S.A., Hasan, I. et al. Barriers, facilitators, perceptions and impact of interventions in implementing antimicrobial stewardship programs in hospitals of low-middle and middle countries: a scoping review. Antimicrob Resist Infect Control 13, 8 (2024).

Condividi questo contenuto con...