Le nuove molecole antibiotiche
Gli antibiotici sono farmaci che devono essere impiegati esclusivamente per curare infezioni batteriche nell'uomo o negli animali, sempre su prescrizione e sotto supervisione medica. Negli ultimi anni, si è registrato un notevole aumento nell'uso di questi farmaci, spesso senza giustificazione e in modo inappropriato. Questo consumo eccessivo e scorretto porta ad un aumento del fenomeno chiamato antibiotico-resistenza, che desta grande preoccupazione. I batteri, infatti, sviluppano meccanismi di difesa che permettono loro di sopravvivere e moltiplicarsi anche in presenza degli antibiotici, rendendo le infezioni sempre più difficili da trattare.
Si è creata quindi la necessità di produrre nuove molecole in grado di sopperire a questo problema, considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) una delle tre più importanti minacce per la salute pubblica del ventunesimo secolo, insieme alla crisi climatica e alla tendenza a rifiutare i vaccini. Una delle strategie messe a punto dalle organizzazioni scientifiche per contrastare la resistenza antimicrobica è sicuramente quella della ricerca e dell’innovazione, che si basa essenzialmente sullo sviluppo di nuovi farmaci antibatterici in grado di contrastare le infezioni più pericolose per le quali esistono poche alternative terapeutiche.
Alcune delle nuove molecole fanno parte della classe delle Cefalosporine; la loro azione battericida viene esercitata alterando la formazione della parete del batterio con conseguente morte della cellula.
| CEFTOBIPROLO MEDOCARIL | CEFTAROLINA FOSAMIL |
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Ha attività contro lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina, lo Streptococcus pneumoniae resistente alle penicilline e l’Enterococcus faecalis. Viene utilizzato per il trattamento della polmonite, esclusa la polmonite associata a ventilazione meccanica (VAP). Questo medicinale può interferire con alcuni farmaci come le statine, gliburide e bosentan. |
Ha attività contro molti batteri, sia gram-positivi che gram-negativi. È indicata per il trattamento delle infezioni complicate della cute e dei tessuti molli e della polmonite nei neonati, lattanti, bambini, adolescenti e negli adulti. La durata raccomandata del trattamento è di massimo 14 giorni. |
| CEFIDEROCOL |
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È una cefalosporina siderofora, ossia, è in grado di legarsi al ferro libero extracellulare e di utilizzare i trasportatori di ferro per attraversare le membrane cellulari batteriche (in particolare la membrana esterna dei batteri Gram-negativi aerobi), con conseguente accumulo attivo dell’antibiotico nel sito d’azione. Si utilizza per il trattamento delle infezioni gravi dovute a organismi aerobi gram-negativi (Enterobacterales e Pseudomonas aeruginosa che producono metallo-beta-lattamasi, Acinetobacter baumannii carbapenem resistant e Stenotrophomonas maltophilia) negli adulti con opzioni terapeutiche limitate. Viene utilizzato anche nei casi di infezioni gravi, con evidenza clinica di sepsi, che mettano a rischio immediato la vita del paziente. |
Uno dei meccanismi di resistenza più noti, sviluppato dai batteri, è quello distruggere la molecola antibiotica una volta che si trova all’interno del microrganismo producendo enzimi, definiti beta-lattamasi e carbapenemasi, in grado di rompere il legame ammidico dell’anello beta-lattamico, rendendo quindi inefficaci alcuni antibiotici appartenenti alla classe dei beta-lattamici (penicilline, cefalosporine, carbapenemi).
Pertanto, alcuni dei nuovi farmaci sono stati formulati associando l’antibiotico (cefalosporina o carbapeneme) ad un inibitore delle carbapenemasi; quest’ultimo inattiva quell’enzima di resistenza che blocca l’attività dell’antibiotico.
| CEFTOLOZANO/TAZOBACTAM | CEFTAZIDIMA/AVIBACTAM |
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È la associazione di una cefalosporina di terza generazione con il tazobactam, noto inibitore delle β-lattamasi. Le caratteristiche strutturali di questa cefalosporina conferiscono ad essa una potente attività anti Pseudomonas e contro gli Enterobatteri produttori di beta-lattamasi. Viene utilizzato per trattare le infezioni intra-addominali complicate, la pielonefrite acuta e le infezioni complicate del tratto urinario sostenute da batteri resistenti ai trattamenti di prima linea nei pazienti adulti e pediatrici. È indicato anche per il trattamento della polmonite acquisita in ospedale (HAP), inclusa polmonite associata a ventilazione meccanica (VAP) nei pazienti adulti, che sono anch’esse dovute a batteri resistenti ai trattamenti di prima linea. |
Avibactam è un inibitore di molti sottotipi di β-lattamasi mentre la ceftazidima è una potente cefalosporina di terza generazione. In terapia viene utilizzato nei pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 3 mesi per il trattamento delle infezioni complicate del tratto urinario, inclusa pielonefrite, con documentata resistenza ad un trattamento di prima linea e al trattamento delle infezioni intra-addominale complicata, della polmonite acquisita in ospedale (HAP), inclusa la polmonite associata a ventilazione meccanica (VAP), o di altre infezioni in pazienti con opzioni terapeutiche limitate (inclusa, negli adulti, la batteriemia), in cui vi sia sospetto o certezza di infezioni sostenute da batteri gram-negativi aerobi resistenti. |
| MEROPENEM/VABORBACTAM | IMIPENEM/CILASTATINA/RELEBACTAM |
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Vaborbactam serve per ripristinare l'attività di Meropenem contro i batteri produttori di carbapenemasi, inclusa la Klebsiella pneumoniae carbapenemasi (KPC). È un farmaco prescritto nel trattamento di pazienti adulti con accertate o sospette infezioni gravi infezioni sostenute da Enterobacteriaceae resistenti ai carbapenemi (CRE) del tratto urinario complicate, compresa pielonefrite, intra-addominali complicate, polmonite nosocomiale (HAP), inclusa polmonite associata a ventilazione (VAP) e batteriemia che si verifica in associazione o in sospetta associazione con una qualsiasi delle infezioni sopra elencate. |
La cilastatina limita il metabolismo renale di imipenem mentre relebactam è un inibitore di molte β-lattamasi comprese le carbapenemasi Klebsiella pneumoniae (KPC), a spettro esteso (ESBL) e la cefalosporinasi derivata da Pseudomonas (PDC). In terapia si utilizza nel trattamento della polmonite acquisita in ospedale (HAP), compresa la polmonite associata a ventilazione meccanica (VAP), della batteriemia che si manifesta in associazione o che si sospetta sia associata a HAP o VAP, e nel trattamento delle infezioni causate da organismi aerobi Gram-negativi negli adulti con opzioni di trattamento limitate. |
Infine, le ulteriori nuove molecole introdotte in commercio appartengono a classi di antibatterici differenti per i quali i microrganismi hanno sviluppato resistenza nei confronti delle molecole principali già in uso:
| DELAFLOXACINA |
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Antibiotico della classe dei fluorochinoloni, inibisce la topoisomerasi IV e la DNA girasi (topoisomerasi II) dei batteri, enzimi necessari per la replicazione, la trascrizione, la riparazione e la ricombinazione del DNA batterico. Si utilizza per trattare le infezioni batteriche acute della cute e dei tessuti molli, gravi, in pazienti ospedalizzati al momento dell’inizio della terapia, esclusivamente nei casi in cui sia considerato inappropriato l’uso di altri agenti antibatterici comunemente raccomandati per il trattamento iniziale di tali infezioni, in particolare per ragioni legate a resistenza, sicurezza, allergia o metodo di somministrazione. È indicato negli adulti anche per il trattamento della polmonite quando si considera inappropriato l’uso di altri agenti antibatterici comunemente utilizzati per questa infezione. I fluorochinoloni sono spesso associati a reazioni avverse molto rare ma gravi, invalidanti, di lunga durata e potenzialmente irreversibili; per questo motivo è necessario che siano prescritti solo per le indicazioni approvate e dopo un'attenta valutazione dei benefici e dei rischi sul singolo paziente. |
DALBAVANCINA |
ORITAVANCINA |
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La dalbavancina è strutturalmente un antibiotico lipoglicopeptidico mentre l’oritavancina è un glicopeptide. Agiscono sui batteri principalmente gram-positivi interrompendo la formazione della loro parete cellulare con conseguente morte del batterio stesso. Entrambi questi farmaci sono prescritti nel trattamento di infezioni complicate acute della pelle e delle strutture cutanee negli adulti, limitatamente alle seguenti condizioni:
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Fonti / Bibliografia
- Ministero della Salute - Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2022-2025;
- https://medicinali.aifa.gov.it
- NOTA INFORMATIVA IMPORTANTE CONCORDATA CON LE AUTORITNOTA INFORMATIVA IMPORTANTE CONCORDATA CON LE AUTORITA’ REGOLATORIE EUROPEE E L’AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO (AIFA), 8 giugno 2023 - Antibiotici Fluorochinolonici ad uso sistemico ed inalatorio: richiamo alle limitazioni d’uso;
- https://www.gazzettaufficiale.it/ (Riclassificazione dei medicinali ai fini della rimborsabilità e SCHEDE CARTACEE DI PRESCRIZIONE di ogni farmaco).
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