Politiche regionali per la prevenzione dell’Antimicrobico Resistenza in Sardegna.
Il Piano Regionale di Prevenzione 2020 – 2025 della Regione Sardegna (PRP 2020-2025) recepisce la visione del Piano Nazionale della Prevenzione (PNP 20202025), che considera la salute quale risultato di uno sviluppo armonico e sostenibile dell’essere umano, della natura e dell’ambiente e che, riconoscendo come la salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi siano interconnesse, promuove un approccio multidisciplinare, intersettoriale e coordinato (One Health), per prevenire e contrastare i rischi sulla salute.
Il PRP 2020-2025 si pone in continuità con gli interventi delle precedenti annualità di programmazione, per assicurare il pieno compimento delle azioni avviate e per la loro ulteriore implementazione, in ragione dei mutamenti del contesto e delle nuove esigenze emerse, soprattutto, nel contesto post-pandemico.
All’interno del piano sono descritti principi di natura organizzativa che si definiscono come basilari per la programmazione sanitaria. Questi partendo dalla centralità della persona si esprimono in una serie di diritti esercitabili dal cittadino e di doveri propri degli operatori sanitari.
Tra questi di fondamentale importanza sono:
- Responsabilità pubblica per la tutela del diritto alla salute: in quest’ambito la Costituzione prevede la ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni. In particolare, lo Stato determina i LEA che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, mentre le Regioni programmano e gestiscono in piena autonomia la sanità nell’ambito territoriale di loro competenza.
- Collaborazione tra i livelli di governo del SSN: Stato, Regioni, Aziende e Comuni, nei rispettivi ambiti di competenze, devono collaborare tra di loro, con l’obiettivo di assicurare condizioni e garanzie di salute uniformi su tutto il territorio nazionale e livelli delle prestazioni sanitarie accettabili e appropriate per tutti i cittadini.
- Valorizzazione della professionalità degli operatori sanitari: la professionalità degli operatori sanitari, non solo in senso tecnico, ma anche intesa come la capacità di interagire con i pazienti e rapportarsi con i colleghi nel lavoro di équipe, è determinante ai fini della qualità e dell’appropriatezza delle prestazioni.
- Coordinamento e integrazione tra assistenza sanitaria e assistenza sociale (rapporto ospedale – territorio).
Il Piano segue l’approccio life course, finalizzato al mantenimento del benessere in ciascuna fase dell’esistenza e rafforza le azioni a implementarsi a livello centrale anche al fine di facilitare l’integrazione tra i diversi livelli di governo. Inoltre, è consolidata la concezione della salute quale risultato di uno sviluppo armonico e sostenibile dell’essere umano, della natura e dell’ambiente (One Health). Questa visione, che riconosce l’interconnessione esistente fra la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente, comporta l’adozione di un approccio multidisciplinare, intersettoriale e coordinato. Con l’adozione di questo approccio, il Piano intende contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 (in allegato) adottata dall’ONU per lo sviluppo sostenibile del pianeta. Inoltre il piano promuove un maggiore coinvolgimento della comunità, sostiene i programmi attuati in ambito regionale, investe sui programmi di prevenzione collettiva evidence based e sostiene l’integrazione organizzativa di tutte le risorse del SSN anche attraverso l’adozione di sistemi di monitoraggio e valutazione.
Il PRP si articola in sei Macro-Obiettivi (MO), dieci Programmi predefiniti (PP) e tre Programmi liberi (PL).
I Macro-Obiettivi di seguito elencati, descrivono i principali ambiti di intervento in sanità pubblica sulla base delle indicazioni nazionali e del Profilo di salute ed Equità della Sardegna:
- MO1 – Malattie croniche non trasmissibili
- MO2 – Dipendenze e problemi correlati
- MO3 – Incidenti domestici
- MO4 – Infortuni e Incidenti sul lavoro, malattie professionali
- MO5 – Ambiente, clima e salute
- MO6 – Malattie infettive prioritarie
I Programmi rappresentano le Unità Elementari di pianificazione e al tempo stesso l’oggetto del monitoraggio dei Piani Regionali di Prevenzione. Tali Programmi devono coprire tutti i Macro Obiettivi e tutti gli Obiettivi strategici del Piano Nazionale della Prevenzione, tenendo conto che un Programma può, e auspicabilmente dovrebbe, essere il più possibile trasversale a più Macro obiettivi e a più Obiettivi strategici (dello stesso Macro Obiettivo o di altri). Essi inoltre vengono definiti coerentemente alla specificità del contesto regionale e devono essere articolati in Obiettivi e Azioni Strategiche.
Alcuni Programmi, correlati ad uno o più Obiettivi strategici e Linee strategiche del Macro o dei Macro Obiettivi di riferimento, sono “predefiniti” (Programmi Predefiniti - PP) e come tali hanno caratteristiche uguali per tutte le Regioni; sono vincolanti, ovvero tutte le Regioni sono tenute ad implementarli; vengono monitorati attraverso indicatori (e relativi valori attesi) predefiniti ovvero uguali per tutte le Regioni.
- PP01 - Scuole che promuovono Salute
- PP02 - Comunità attive
- PP03 - Luoghi di lavoro che promuovono salute
- PP04 - Dipendenze
- PP05 - Sicurezza negli ambienti di vita
- PP06 - Piano mirato di prevenzione
- PP07 - Prevenzione in edilizia e agricoltura
- PP08 - Prevenzione del rischio cancerogeno professionale, delle patologie professionali dell’apparato muscoloscheletrico e del rischio stress correlato al lavoro
- PP09 - Ambiente, clima e salute
- PP10 - Misure per il contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza
Le finalità che li caratterizzano si propongono di: i) rafforzare il raccordo strategico e operativo tra il PNP, i nuovi LEA e i Piani di settore/Documenti di programmazione nazionale affinché convergano, in maniera efficiente ed efficace, verso obiettivi comuni; ii) diffondere su tutto il territorio nazionale metodologie, modelli e azioni basati su evidenze di costo-efficacia ed equità, raccomandazioni e buone pratiche validate e documentate; iii) vincolare ed omogenizzare il sistema di monitoraggio dei PRP, dal momento che le Regioni sono tenute a rendicontare, con indicatori uguali per tutte, i PP individuati per quegli Obiettivi.
I Programmi Liberi, per contro, sviluppano gli Obiettivi Strategici non già coperti dai PP o coperti da essi solo in parte. Nel Piano di Prevenzione attuale i programmi liberi identificati sono 3:
- PL 11: Miglioramento dei sistemi informativi e di sorveglianza delle malattie infettive, della prevenzione e risposta alle emergenze infettive
- PL 12: Promozione della salute materno infantile e riproduttiva
- PL 13: Consolidamento dei programmi organizzati di screening oncologico
In merito alle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e dell’Antimicrobico Resistenza (AMR) la Sardegna nel precedente ciclo di programmazione 2014-2019 si poneva quattro Obiettivi Generali, articolati in Obiettivi Specifici e Azioni, che hanno trovato parziale attuazione. In particolare il Programma 9 definiva il «Controllo delle Infezioni Correlate all’assistenza attraverso la lotta all’antimicrobico resistenza». Quanto emergeva anche nel contesto territoriale sardo descriveva il fenomeno dell’AMR come un rilevante problema di sanità Pubblica nelle nostre realtà ospedaliere, testimoniato anche dalle indagini di prevalenza puntuale le quali dipingevano un panorama preoccupante in termini di resistenza antimicrobica. Contestualmente le linee di indirizzo della DGR 34/11 del 2018 della Regione Sardegna ponevano l’importanza sull’uso corretto degli antibiotici, dando ai CICA il compito di promuovere programmi di Antimicrobial Stewardship (AMS) e fornendo un elenco di antibiotici di cui monitorare il consumo. Ciò ha condotto a ribaltare gli obiettivi e le azioni strategiche poste alla base del loro raggiungimento, descrivendo il contrasto all’antimicrobico resistenza a partire dalla riduzione delle Infezioni Correlate all’Assistenza. Questo è quanto viene descritto all’interno del Programma Predefinito 10, il quale pone tra i suoi obiettivi generali:
- l’integrazione dei piani regionali dedicati e dei gruppi di lavoro;
- l’informatizzazione della sorveglianza dei laboratori di microbiologia sempre in un’ottica one health
- implementazione delle attività di sorveglianza
- monitoraggio e promozione del corretto uso degli antibiotici in ambito umano e veterinario
- prevenzione di AMR ed ICA in un’ottica di equità
Tale Programma consta di 19 obiettivi e 17 azioni, di cui, la Azione trasversale numero 6 “Comunicazione” è quella in considerazione della quale nasce il Progetto Regionale Organico per Combattere l’Antimicrobico resistenza “PRO CARe Sardinia”.
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