Igiene ambientale
Gli operatori sanitari e le amministrazioni spesso sottovalutano l’impatto dell’ambiente nell’aumentare il rischio infettivo legato alle procedure assistenziali. Tuttavia, questo fattore emergente è strettamente connesso a diverse problematiche, come la crescente complessità degli ambienti di cura, l’invasività delle procedure assistenziali, la frammentazione dei percorsi, la maggiore fragilità dei pazienti, l’aumento di fattori di resistenza specifici dei patogeni e la ridotta aderenza alle linee guida e ai protocolli.
Eppure già F. Nightingale (1820-1910) scriveva:
“... l’ambiente è un insieme di condizioni e di influenze esterne che agiscono sulla vita e sullo sviluppo di un organismo, in grado di prevenire, guarire oppure contribuire all’evolvere della malattia ….. e il nursing deve predisporre un ambiente sano per il paziente, atto a promuover la salute e a favorirne il miglioramento …”
Ci sono voluti quindi più di 150 anni perché l’igiene ambientale fosse considerata la pietra miliare per il controllo del rischio infettivo rappresentando un elemento importante per la sicurezza delle cure e per il benessere delle persone (pazienti, visitatori, operatori sanitari) che soggiornano nell’ambiente ospedaliero. È ben documentato, infatti, che la contaminazione ambientale negli ambienti sanitari svolge un ruolo nella trasmissione delle infezioni correlate all’assistenza. Questo fenomeno è complesso e coinvolge principalmente l’interazione tra agenti patogeni, ospiti e l’ambiente circostante. Inoltre, è strettamente collegato all’igiene delle mani e alla qualità dell’aria, fattori che agiscono sinergicamente.
Per prevenire la trasmissione delle infezioni, è essenziale che le strategie di prevenzione tengano conto di queste complessità e includano interventi mirati a tutti i possibili modi di trasmissione.
La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel definire le componenti principali dei programmi di Infection Prevention Control (IPC) nelle “Guidelines on Core Components of Infection Prevention and Control Programmes at the National and Acute Health Care Facility Level” (2016) fa riferimento in maniera esplicita all’igiene ambientale (componente 8): garantire un ambiente pulito e sicuro, che faciliti le pratiche di prevenzione e controllo delle ICA, così come dell’antimicrobico resistenza, è una priorità per tutti gli operatori sanitari e una responsabilità per la dirigenza delle organizzazioni sanitarie e socio-sanitarie.
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