Linee guida nazionali per l'uso prudente dell'antibiotico nel cane e nel gatto: un contributo strategico al contenimento dell'antimicrobico-resistenza in ottica One Health.
La resistenza antimicrobica (AMR) costituisce una delle principali minacce alla salute pubblica a livello globale, in ragione della progressiva riduzione dell'efficacia terapeutica delle molecole antibiotiche disponibili e del conseguente aumento di morbilità, mortalità e costi sanitari associati a infezioni altrimenti trattabili. La pressione selettiva esercitata dall'uso di antibiotici in medicina umana, in zootecnia e negli animali da compagnia concorre a un unico processo evolutivo di selezione e diffusione di determinanti di resistenza, indipendentemente dal compartimento in cui l'esposizione si verifica.
Tale evidenza ha motivato l'adozione, a livello internazionale e nazionale, del paradigma "One Health", che integra la sorveglianza e gli interventi di sanità pubblica, sanità animale ed ecosistema in una cornice unitaria. In questo quadro si inserisce la nuova revisione delle Linee guida "Uso prudente dell'antibiotico nel cane e nel gatto", pubblicate dalla Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari (Ufficio 4 - Medicinali veterinari) del Ministero della Salute. Il documento, la cui prima edizione risale al 2018, è stato aggiornato da un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da rappresentanti del mondo accademico, degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali e del Centro di Referenza Nazionale per l'Antimicrobico-Resistenza, sotto il coordinamento dell'Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Bologna. Le Linee guida sono formalmente incluse tra gli strumenti previsti dal Piano Nazionale di Contrasto all'Antimicrobico-Resistenza (PNCAR), a completamento del corpus già esistente per le filiere suinicola, cunicola da carne e bovina da latte.
L'estensione del principio di uso prudente alla popolazione canina e felina trova fondamento in evidenze relative al ruolo di cani e gatti come reservoir di batteri resistenti e commensali, favorito dalla stretta coabitazione con il nucleo familiare. Il documento richiama, a titolo esemplificativo, la possibile trasmissione occasionale ai proprietari o al personale veterinario di patogeni cutanei tipici della clinica del piccolo animale, e segnala come la diffusione di Enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPE), in particolare Klebsiella pneumoniae, rappresenti un fenomeno emergente sia in ambito umano che veterinario, con implicazioni dirette per la sorveglianza epidemiologica integrata.
Le Linee guida sono organizzate per capitoli secondo un'impostazione operativa orientata al supporto decisionale clinico, senza porsi come limitazione della libertà prescrittiva del medico veterinario. I contenuti tecnici comprendono:
- le misure di prevenzione igienico-sanitaria finalizzate alla riduzione dell'incidenza infettiva e, conseguentemente, della pressione antibiotica; i criteri di impiego responsabile e razionale del farmaco;
- il ruolo della diagnosi microbiologica, inclusi antibiogramma e identificazione dell'agente eziologico, come prerequisito alla terapia empirica;
- i percorsi decisionali per la selezione della molecola, della posologia e della durata del trattamento, secondo criteri di appropriatezza.
Il documento attribuisce inoltre la responsabilità della corretta gestione del farmaco veterinario a una pluralità di attori del sistema: il medico veterinario libero professionista, il Servizio Veterinario Pubblico, l'industria farmaceutica, il farmacista e il proprietario dell'animale, quest'ultimo chiamato all'adesione terapeutica, alla non interruzione anticipata del trattamento e all'astensione da pratiche di autosomministrazione, incluso l'impiego improprio di farmaci a uso umano.
Il recepimento di queste indicazioni a livello regionale si configura come elemento coerente con le strategie di prevenzione dell'antimicrobico-resistenza già in atto in Sardegna, in un contesto caratterizzato da un'elevata prevalenza di convivenza tra nucleo familiare e animali da compagnia.
La diffusione del documento tra medici veterinari, medici di medicina generale e cittadini si configura come intervento di sanità pubblica a basso costo e alto potenziale di impatto, coerente con gli obiettivi del PNCAR in materia di stewardship antimicrobica integrata.
Il testo integrale delle Linee guida "Uso prudente dell'antibiotico nel cane e nel gatto" è disponibile in allegato al presente articolo.
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