Strategie per prevenire le infezioni da Clostridioides difficile negli ospedali per acuti: aggiornamento 2022
Da un punto di vista epidemiologico possiamo evidenziare un significativo aumento delle infezioni negli ultimi decenni, specialmente negli ospedali e nelle strutture per pazienti lungo-degenti. Negli Stati Uniti, si stima che ci siano circa 500.000 infezioni da C. difficile ogni anno, con circa 15.000 decessi direttamente attribuibili all'infezione. La così ampia diffusione di questa infezione è strettamente legata all'uso di antibiotici ad ampio spettro e all'ospedalizzazione prolungata. Gli anziani e i pazienti immunocompromessi rappresentano le categorie a maggior rischio di infezione e di complicanze.
Nel 2023, la SHEA, l'IDSA e l'Association for Professionals in Infection Control and Epidemiology (APIC) hanno pubblicato nuove raccomandazioni pratiche per la prevenzione delle infezioni da Clostridioides difficile (ICD) negli ospedali per acuti, aggiornando le precedenti del 2014.
Le diverse raccomandazioni presenti nel documento vengono suddivise in: "pratiche essenziali" e "approcci aggiuntivi". Le pratiche essenziali costituiscono la base di tutti i programmi di prevenzione delle Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) negli ospedali per acuti. Gli approcci aggiuntivi, invece, devono essere presi in considerazione quando l'incidenza di ICD (Infezioni da Clostridioides difficile) non è controllata adeguatamente con le sole pratiche essenziali.
Il documento si presenta inoltre organizzato in sei sezioni.
- La Sezione 1 analizza l’epidemiologia dell’ICD in America e Europa, i fattori di rischio per il suo sviluppo, Il Burden di malattia negli ospedali per acuti nonché il ruolo della colonizzazione asintomatica per la diffusione della malattia.
- Nella Sezione 2 è riportata la classificazione dei diversi tipi di ICD ai fini della sorveglianza inoltre viene affrontato il tema della diagnostic stewardship per una corretta identificazione e gestione dei casi di ICD.
- All’interno della Sezione 3 è presente un sommario delle esistenti linee guida e raccomandazioni con un paragrafo dedicato ai requisiti strutturali necessari per un’adeguata sorveglianza e gestione dei casi di ICD.
- La Sezione 4 rappresenta il core dell’intero documento, qui sono riportate raccomandazioni per la prevenzione e il controllo dell’ICD. Tali raccomandazioni, risultanti da un processo di revisione della letteratura, sono state classificate in base alla qualità delle evidenze (bassa, moderata, alta) e suddivise in “pratiche essenziali” e “approcci aggiuntivi”.
- Nella Sezione 5 vengono trattati i temi del Reporting interno ed esterno.
- La Sezione 6 descrive come, tramite il “modello delle 4 E” (engage, educate, execute, ed evaluate) si possa arrivare a una reale implementazione delle strategie di prevenzione e controllo dell’ICD nei vari contesti locali.
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