Il Controllo della Terapia Antibiotica in ambito animale

  • Dott. Andrea Sarria, Dott. Federico Saiu, Dott.ssa Giuliana Pitzianti
    Medico Veterinario - SC Randagismo e Anagrafe Animali da compagnia del Nord Sardegna - ASL Sassari
    Medico Veterinario - SC Randagismo e Anagrafe Animali da compagnia del Nord Sardegna - ASL Sassari
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Ambito AnimaleAmbito Ambientale
La resistenza antimicrobica (AMR) e, in particolare, l’antibiotico-resistenza (ABR), rappresentano minacce globali che mettono a rischio la salute pubblica, animale e ambientale. Questo fenomeno, originato dall’adattamento naturale dei microrganismi e amplificato dall’uso eccessivo e non regolato degli antibiotici, si è rapidamente evoluto in una delle principali sfide sanitarie mondiali. Nell’ambito animale, il controllo rigoroso delle terapie antibiotiche si configura come un’azione essenziale per preservare l’efficacia di questi farmaci e prevenire la diffusione della resistenza. In proposito, il Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2022-2025, promuovendo strategie di governance integrata che si sviluppano attraverso pilastri quali la sorveglianza, la prevenzione e l’uso appropriato degli antibiotici, delinea interventi mirati che spaziano dalla formazione alla trasparenza informativa, fino alla gestione integrata delle terapie in ambito veterinario e zootecnico. Allo stesso modo, linee guida nazionali per il corretto uso degli antibiotici negli allevamenti e il Piano Nazionale per la Ricerca Residui, seppur considerando aspetti differenti, descrivono l’importanza di interventi congiunti volti a ridurre l’insorgenza della resistenza antibiotica, proteggendo così la salute collettiva e l’equilibrio ambientale in un contesto di salute globale.

La resistenza antimicrobica (AMR) costituisce oggi una delle sfide sanitarie più gravi e complesse a livello mondiale, con l’antibiotico-resistenza (ABR) come suo aspetto di maggiore preoccupazione. L’uso eccessivo e spesso improprio degli antibiotici sia in medicina umana che veterinaria, così come in agricoltura e zootecnia, infatti, ha accelerato notevolmente questo fenomeno, determinando un aumento delle infezioni resistenti ai trattamenti e rendendo meno efficaci terapie essenziali per la salute umana e animale.

Come ben noto in letteratura, contrastare la resistenza agli antibiotici richiede un approccio multidisciplinare e una collaborazione coordinata tra settori diversi, seguendo il principio “One Health.” Tale principio riconosce che la salute umana, la salute animale e la sostenibilità ambientale sono strettamente interconnesse, e promuove un sistema di controllo integrato per l’uso responsabile e appropriato degli antimicrobici. In questa ottica, il Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2022-2025 rappresenta un documento chiave che guida il Paese attraverso strategie operative e strutturate per affrontare l’emergenza ABR.

Il PNCAR 2022-2025 si articola attorno a una governance inclusiva e una serie di interventi strategici, suddivisi in quattro aree orizzontali e tre pilastri verticali, che coprono vari ambiti cruciali:

  1. Aree orizzontali:
    • Formazione di personale sanitario e veterinario per rafforzare le competenze specifiche nel controllo delle infezioni e nella gestione della resistenza;
    • Informazione e trasparenza, per garantire che il pubblico sia consapevole dei rischi dell’uso non appropriato degli antibiotici;
    • Ricerca, innovazione e bioetica, per sostenere lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici e diagnostici;
    • Cooperazione nazionale e internazionale, favorendo lo scambio di dati e metodologie di prevenzione con altri paesi.
  2. Pilastri verticali:
    • Sorveglianza e monitoraggio integrato, per seguire l’andamento della resistenza antibiotica e l’uso di antibiotici nel settore animale e ambientale;
    • Prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e delle zoonosi, riducendo le condizioni che favoriscono la diffusione della resistenza;
    • Uso appropriato degli antibiotici, che comprende la regolamentazione dell’utilizzo dei farmaci veterinari e la gestione sostenibile dei rifiuti antimicrobici.

In ambito veterinario, la terapia antibiotica richiede un controllo particolarmente rigoroso, non solo per evitare lo sviluppo di resistenze, ma anche per tutelare la salute degli animali e prevenire l’accumulo di residui di antibiotici nei prodotti alimentari. La somministrazione di antibiotici deve essere limitata a casi necessari e avvenire sotto la supervisione di veterinari qualificati, con un’accurata registrazione dei trattamenti e in conformità alle normative europee. La riduzione della dipendenza dagli antimicrobici nei settori dell’allevamento e della zootecnia è fondamentale per contenere la resistenza e contribuire al mantenimento dell’efficacia terapeutica.

Queste misure rappresentano non solo un obbligo normativo ma anche una necessità per salvaguardare la salute pubblica e la sostenibilità ambientale a lungo termine.

In questo contesto, di rilevante importanza è la responsabilità del proprietario e del detentore di animali produttori di alimenti nell’ambito della prevenzione dei focolai di malattie infettive e dell’attuazione di programmi mirati a garantire la salute e il benessere animale nelle loro aziende zootecniche.

In quanto responsabile anche dell’uso prudente e responsabile dei medicinali veterinari, inoltre, il detentore deve:

  • somministrare agenti antimicrobici, anche nella fattispecie di mangimi medicati, soltanto dietro prescrizione medico-veterinaria;
  • garantire che siano ottenute chiare istruzioni per il dosaggio e la somministrazione da trasmettere, se necessario, al personale incaricato;
  • conservare e rendere disponibili al veterinario tutti gli esiti di laboratorio;
  • isolare gli animali malati, laddove possibile, per evitare il trasferimento di agenti patogeni;
  • in caso di terapie di gruppo, suddividere gli animali da trattare in gruppi omogenei per evitare sovra o sottodosaggio;
  • garantire l’assenza di residui di sostanze farmacologicamente attive derivanti dai trattamenti precedenti;
  • rispettare i tempi di attesa per assicurare che i livelli di residui in alimenti da loro derivati non rappresentino un rischio per il consumatore;
  • stoccare i medicinali veterinari in conformità alle condizioni di conservazione riportate nella scheda tecnica e sull’etichettatura degli stessi, con particolare riferimento al rispetto della catena del freddo in caso di medicinali immunologici;
  • conservare le rimanenze dei medicinali veterinari conformemente alle modalità indicate nell’etichettatura del medicinale veterinario e utilizzarle solo dietro specifica indicazione di un medico veterinario che abbia provveduto alla preventiva registrazione del trattamento sul relativo registro;
  • assicurarsi che non siano oggetto delle scorte i medicinali veterinari contenenti antibatterici e chemioterapici da somministrarsi attraverso gli alimenti liquidi o solidi, fatta salva la detenzione di quantitativi ridotti di tali medicinali, commisurati alle necessità dell’allevamento, sufficiente per un periodo non superiore a sette giorni, da utilizzare in situazioni che richiedano un pronto intervento terapeutico [art. 81, comma 2 del d.lgs. 6 aprile 2006, n. 193];
  • limitare la dispersione nell’ambiente di principi farmacologicamente attivi e di determinanti di resistenza tramite deiezioni e/o secrezioni degli animali trattati;
  • segnalare sempre tutte le sospette reazioni avverse e gli insuccessi terapeutici al veterinario responsabile;
  • effettuare la produzione di mangimi medicati per autoconsumo secondo quanto previsto dalle norme e attenendosi alla prescrizione del medico veterinario;
  • adottare misure basate sui principi HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) per evitare o ridurre al minimo le contaminazioni crociate e il carry-over da principi attivi farmacologici nei mangimi per animali non soggetti al trattamento (pulizia/flussaggio degli impianti e delle attrezzature usate per la somministrazione, stoccaggi separati e identificati, manipolazione separata dei mangimi medicati e non medicati).

Il Controllo della Terapia Antibiotica in ambito Animale assume particolare importanza nell’ambito della sicurezza alimentare. In proposito, il Piano Nazionale per la Ricerca Residui (PNR) rappresenta lo strumento di controllo essenziale al fine di garantire la sicurezza alimentare attraverso il monitoraggio dei residui farmacologici negli alimenti di origine animale. Questo piano, attuato in Italia in conformità alle direttive europee, ha l’obiettivo di rilevare eventuali sostanze vietate o non autorizzate e di verificare che i residui nei prodotti rispettino i limiti massimi stabiliti dalle normative comunitarie e nazionali.

Il Piano Nazionale per la Ricerca Residui si concentra su tre aree chiave:

  1. Identificazione e controllo dell’uso illecito di farmaci veterinari o sostanze non autorizzate;
  2. Sorveglianza degli animali e dei loro prodotti, sia nazionali che importati, durante l’allevamento e la fase di prima trasformazione, assicurando che gli standard di sicurezza alimentare siano rispettati;
  3. Verifica e valutazione della conformità degli alimenti di origine animale ai limiti massimi di residui fissati dalle norme comunitarie e nazionali, per i medicinali veterinari e per gli additivi per mangimi.

I campionamenti per il PNR vengono condotti su animali vivi, tessuti, fluidi biologici, e acqua di abbeveraggio, al fine di ottenere una visione completa della sicurezza e dell’igiene degli alimenti destinati al consumo umano. Inoltre, raccolta di dati e trasparenza informativa sono essenziali per migliorare la fiducia dei consumatori e promuovere la conformità ai requisiti di sicurezza alimentare.

Queste misure, integrate con le pratiche di allevamento responsabili e il rispetto delle linee guida per l’uso degli antibiotici, rappresentano strategie chiave per affrontare l’emergenza dell’AMR. La prevenzione della resistenza antimicrobica e il controllo dei residui farmaceutici sono parte di un impegno collettivo volto a proteggere la salute globale, ridurre l’impatto ambientale dell’uso di farmaci veterinari, e preservare l'efficacia degli antibiotici per le generazioni future.

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