AMR, ambiente e vaccini: la nuova strategia OMS 2026–2036
L’OMS ha pubblicato la bozza della Global Action 2026–2036, la nuova strategia internazionale per contrastare la resistenza antimicrobica. Il documento aggiorna il piano del 2015 e dà attuazione agli impegni della Dichiarazione AMR delle Nazioni Unite del 2024, segnando un rilancio politico e tecnico di ampia portata.
La bozza evidenzia che il monitoraggio ambientale e la sorveglianza dei residui antimicrobici restano insufficienti, motivo per cui la nuova strategia rafforza l’attenzione su ambiente, acqua, servizi igienico‑sanitari, biosicurezza e gestione dei rifiuti. L’OMS ribadisce che la prevenzione delle infezioni è la leva più efficace per ridurre l’uso di antimicrobici e chiede ai Paesi di consolidare tutte le barriere che impediscono la diffusione di agenti patogeni tra persone, animali e ambiente.
In ambito sanitario e veterinario, questo significa investire in sistemi di prevenzione e controllo delle infezioni più solidi, capaci di proteggere pazienti, operatori e animali. Parallelamente, la strategia richiama la necessità di migliorare la biosicurezza negli allevamenti e di diffondere pratiche di gestione più sostenibili, fondamentali per ridurre il rischio zoonotico e l’impiego di antimicrobici.
L’OMS sottolinea anche l’importanza di proteggere le comunità più vulnerabili ai cambiamenti climatici e alle crisi umanitarie, dove la circolazione di agenti patogeni può diventare più rapida e imprevedibile. In questo quadro, la vaccinazione viene indicata come strumento d’elezione per diminuire la pressione selettiva, in linea con le linee guida WOAH e con la lista delle malattie prioritarie per cui i vaccini possono ridurre l’uso di antimicrobici negli animali.
La strategia riconosce che la sorveglianza ambientale è ancora uno dei fronti più fragili: invita quindi a costruire sistemi regolati, standardizzati e sostenuti da una gestione responsabile dei rifiuti. Le piattaforme globali INFARM e ANIMUSE mostrano progressi, ma anche una forte disomogeneità nella raccolta dei dati, indicando la necessità di un salto di qualità.
Un altro punto critico riguarda la vendita irregolare di antimicrobici, inclusa la vendita senza prescrizione e il commercio online non regolamentato. L’OMS chiede un coordinamento più stretto tra autorità sanitarie, veterinarie e ambientali per rafforzare controlli e vigilanza.
Sul fronte dei dati, la strategia punta a una sorveglianza integrata One Health, basata su indicatori comuni e su tecnologie digitali per analisi in tempo reale. Il Sistema Globale Integrato di Sorveglianza AMR diventerà l’archivio intersettoriale di riferimento.
L’Italia continua a contribuire in modo significativo: nel 2025 ha alimentato il database ANIMUSE insieme ad altri 156 Paesi. I dati mostrano una riduzione globale del 5% dell’uso di antimicrobici negli animali tra il 2020 e il 2022, con una copertura del 71% della biomassa animale mondiale e il 71% dei Paesi che non utilizza antimicrobici come promotori della crescita.
Il nuovo GAP AMR definisce una cornice che integra dimensioni tecniche, comportamentali e di governance: rafforzare consapevolezza e cambiamento comportamentale, consolidare sorveglianza e reti di laboratorio, intensificare la prevenzione delle infezioni, garantire accesso equo e uso appropriato degli antimicrobici, sostenere ricerca e innovazione e costruire una governance multisettoriale stabile.
Gli obiettivi sono chiari: ridurre del 10% i decessi umani associati alla resistenza batterica e diminuire l’uso globale di antimicrobici nei sistemi agroalimentari entro il 2030. La direzione è una sola: sistemi più sicuri, più resilienti e capaci di prevenire le infezioni prima che richiedano antimicrobici.
Per maggiori approfondimenti e per la consultazione integrale dei contenuti, si rimanda al documento completo, accessibile tramite il link riportato.
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