L'uso degli antibiotici in Italia - Rapporto Nazionale AIFA anno 2024

  • Dott.ssa Luana Azara
    Dirigente Farmacista Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari
Tempo di lettura: 2 minuti, 15 secondi
L’Agenzia Italiana del Farmaco pubblica annualmente il Rapporto “L’uso degli antibiotici in Italia”, con l’obiettivo di monitorare l’andamento dei consumi e della spesa degli antibiotici per uso umano in Italia e al contempo di identificare le aree di potenziale inappropriatezza d’uso. Le analisi dei consumi degli antibiotici per uso umano presentate nel Rapporto riguardano sia l’uso in regime di assistenza convenzionata, con focus sulla prescrizione nella popolazione pediatrica e geriatrica, sulla prescrizione di fluorochinoloni in sottogruppi specifici di popolazione, che l’uso in ambito ospedaliero. In accordo a quanto previsto dal PNCAR 2022‐2025, anche in questa nuova edizione del Rapporto è stata inserita una sezione relativa al confronto dell’utilizzo degli antibiotici in ambito veterinario rispetto all’ambito umano e sono state condotte delle analisi di correlazione tra i consumi di antibiotici e i dati delle resistenze di alcuni patogeni a classi specifiche di antibiotici. Nel Rapporto vengono monitorati gli obiettivi stabiliti dal PNCAR e quelli stabiliti dalla raccomandazione del Consiglio dell’UE del 26 aprile 2023.

Nel 2024 in Italia il consumo complessivo di antibiotici per uso sistemico e non sistemico, comprendente sia l’utilizzo a livello territoriale (a carico del SSN e in acquisto privato) che in ambito ospedaliero, è stato di 49,1 DDD/1000 abitanti die, per una spesa complessiva di 1.501,4 milioni di euro (25,47 euro pro capite).

Per gli antibiotici erogati in regime di assistenza convenzionata, si conferma l’ampia variabilità regionale, caratterizzata da consumi più elevati al Sud, rispetto al Centro e al Nord (17,8 vs 16,5 vs 12,6 DDD/1000 abitanti die), con andamenti eterogenei rispetto all’anno precedente (mentre al Sud si registra una riduzione del 5,8%, sia al Nord che al Centro si osservano lievi incrementi, rispettivamente dell’1,5% e dell’1,3%).

Circa il 90% del consumo di antibiotici a carico del SSN (15,1 DDD/1000 abitanti die) viene erogato in regime di assistenza convenzionata, con quasi quattro cittadini su dieci che ricevono almeno una prescrizione di antibiotico nel corso del 2024.

Si conferma una maggiore prevalenza d’uso di antibiotici nelle fasce estreme, con un livello più elevato nei primi quattro anni di vita (47,8% per i maschi e 45,1% per le femmine) e dopo gli 85 anni (57,7% negli uomini e 53,9% nelle donne), con utilizzo più frequente per le femmine nelle fasce d’età intermedie e per i maschi in quelle estreme.

Le penicilline in associazione agli inibitori delle beta‐lattamasi, con 6 DDD/1000 abitanti die, si confermano a livello nazionale la classe a maggior consumo (40% del totale), seguita dai macrolidi, dalle cefalosporine di terza generazione e dai fluorochinoloni.

Rispetto al 2023, si osserva una lieve riduzione dei consumi totali (‐1,5%); le categorie che hanno maggiormente contribuito a questo trend sono i fluorochinoloni, le cefalosporine di terza generazione e le associazioni di penicilline (compresi inibitori delle beta‐lattamasi), mentre rimangono stabili i consumi dei macrolidi.

Nonostante la riduzione osservata, in Italia si osserva ancora una spiccata preferenza per molecole ad ampio spettro con valori del rapporto tra il consumo di antibiotici ad ampio spettro rispetto al consumo di antibiotici a spettro ristretto più elevati rispetto alla gran parte dei Paesi europei.

La quota di antibiotici Access considerati di prima scelta (54,8% dei consumi totali) rimane al di sotto del target del 60% raccomandato dall’OMS (innalzato al 65%, da raggiungere entro il 2030, dalla raccomandazione del Consiglio dell’UE di marzo 2023).

Nel setting ospedaliero nessuno degli obiettivi del PNCAR è stato raggiunto, ad eccezione della riduzione del consumo dei fluorochinoloni. In particolare, l’indicatore relativo ai carbapenemi mostra un incremento dei consumi di oltre il 50% nel periodo 2019-2024.

In ambito ospedaliero, inoltre, la proporzione del consumo di antibiotici ad ampio spettro e/o di ultima linea sul consumo totale di antibiotici sistemici a livello ospedaliero, che si è attestato nel 2024 a 50,9%, è ben al di sopra di quella registrata in ambito europeo, pari al 39,6%.

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