Non più armi, ma alleanze: ripensare gli antibiotici

  • Dott.ssa Maria Grazia Deriu
    Dirigente Biologa Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari
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Un nuovo articolo pubblicato su CMI Communications da Kevin S. Blake e Gautam Dantas propone un cambio di paradigma nella lotta contro la resistenza antimicrobica. Invece di continuare la “guerra ai microrganismi”, gli autori suggeriscono strategie ecologiche e sostenibili che riducono la pressione selettiva e favoriscono la resilienza dei sistemi biologici.

Per decenni si è parlato di antibiotici usando metafore militari: i batteri come nemici, gli antibiotici come armi, la resistenza come una battaglia persa. Ma questa visione bellica rischia di intrappolarci in un circolo vizioso: più armi usiamo, più i microrganismi imparano a difendersi.

Un recente articolo di Kevin Blake e Gautam Dantas dell'Università di Washington St. Louis, dal titolo Ecological strategies to end the war on resistance, propone un cambio di prospettiva: guardare alla resistenza antimicrobica con gli occhi dell’ecologia e dell’evoluzione. I batteri resistenti non sono un fenomeno nuovo: esistono da milioni di anni e fanno parte di ecosistemi complessi, inclusi quelli che compongono il microbioma umano. L’uso eccessivo e improprio degli antibiotici non solo seleziona patogeni più forti, ma danneggia anche i nostri microrganismi “alleati”, creando squilibri acuti o persistenti (disbiosi) dell'ecosistema commensale che favoriscono nuove malattie.

Gli autori propongono di sostituire le metafore militari con quelle della diplomazia:

  • De-escalation: ridurre l’uso indiscriminato di antibiotici, puntando su programmi di stewardship e alternative come la terapia fagica.
  • Disarmo: sviluppare terapie antivirulenza che disarmando i patogeni dai fattori di virulenza che i microrganismi producono per causare l'infezione ed eludere la risposta immunitaria dell'ospite evitando la distruzione dell’intero microbioma.
  • Soft power: rafforzare i nostri microrganismi “buoni” con probiotici, prebiotici o trapianti di microbiota, così da contenere i patogeni e favorire la coesistenza.

L’articolo propone, quindi, una visione ecologica: la prevenzione tramite igiene, vaccinazioni e stewardship antibiotica, un approccio One Health, integrando salute umana, animale e ambientale e una gestione sostenibile dei microrganismi per convivere con la biodiversità microbica anziché combatterla.

La resistenza non può essere eliminata, ma può essere gestita. Non si tratta di vincere una guerra, bensì di imparare a convivere con i microrganismi, riducendo la loro capacità di causare malattie e preservando al tempo stesso la nostra salute.

Fonti / Bibliografia
Blake K.S., Dantas G.: Ecological strategies to end the war on resistance. CMI Communications Volume 2, Numero 4, dicembre 2025

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