ESUAvet 2023: un nuovo standard europeo per la sorveglianza sull’uso degli antimicrobici in medicina veterinaria

  • Dott. Andrea Sarria, Dott. Gabriele Rossi
    Medico Veterinario - SC Randagismo e Anagrafe Animali da compagnia del Nord Sardegna - ASL Sassari
    Dirigente Medico Veterinario ASL Sassari
Tempo di lettura: 0 minuti, 23 secondi
Ambito Animale
Con il primo rapporto annuale ESUAvet, l’Unione Europea compie un passo cruciale nel monitoraggio del consumo di antimicrobici in ambito veterinario. Il report, relativo ai dati del 2023, raccoglie per la prima volta informazioni disaggregate per specie animali e provenienti da 29 Paesi. L’iniziativa rappresenta una pietra miliare nella lotta all’antimicrobico-resistenza, consentendo un’analisi dettagliata delle pratiche terapeutiche e promuovendo un uso più responsabile dei farmaci. I dati evidenziano un significativo utilizzo negli animali da reddito e una prevalenza di principi attivi a basso rischio secondo la classificazione AMEG. L’approccio One Health emerge come chiave per tutelare la salute animale e umana.

Il primo rapporto annuale ESUAvet (European Surveillance of Veterinary Antimicrobial Use) sull’uso degli antimicrobici negli animali segna un’importante evoluzione nella strategia europea contro la resistenza antimicrobica. Pubblicato nel 2024 e relativo ai dati raccolti nel 2023, il documento rappresenta il consolidamento di un sistema strutturato e regolare di raccolta dati sull’uso di farmaci antimicrobici in medicina veterinaria, integrando le esperienze maturate nel corso di oltre un decennio dal progetto ESVAC dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA).

Il rapporto include i contributi di 29 Paesi – i 27 Stati membri dell’UE, più Islanda e Norvegia – e fornisce per la prima volta una suddivisione dettagliata del consumo per specie animali (bovini, suini, polli e tacchini), aumentando così la granularità delle informazioni disponibili per la valutazione del rischio e l’elaborazione di strategie mirate.

Il ruolo dei medici veterinari è stato cruciale: in 16 Paesi i dati sono stati raccolti esclusivamente attraverso la loro attività clinica, mentre nei restanti 13 Paesi si è fatto ricorso anche ad altre fonti come farmacie veterinarie, mangimifici, allevatori e punti vendita. Questo approccio multi-sorgente consente di disporre di una panoramica più completa sulle pratiche terapeutiche in zootecnia.

Nel 2023, il 98% delle vendite totali di antimicrobici ad uso veterinario ha riguardato animali destinati alla produzione alimentare, confermando la zootecnia come il principale ambito di impiego di questi farmaci. Le classi di antibiotici più vendute sono risultate essere le penicilline, seguite da tetracicline e sulfonamidi.

Particolarmente rilevante è la categorizzazione dei principi attivi secondo il sistema AMEG (Antimicrobial Advice ad hoc Expert Group):

- il 65% delle vendite ha riguardato antimicrobici della Categoria D ("prudently"), raccomandati come prima scelta per ridurre al minimo il rischio di AMR,

- il 29% ha riguardato quelli della Categoria C ("caution"), da utilizzare solo se non sono disponibili alternative in Categoria D,

- il 6% è rappresentato da molecole della Categoria B ("restrict"), considerate di importanza critica nella medicina umana e il cui impiego negli animali dovrebbe essere fortemente limitato.

L’introduzione del sistema ESUAvet – supportato dalla piattaforma digitale ASU (Antimicrobial Sales and Use) – permetterà di monitorare con maggiore precisione le tendenze di utilizzo, fornendo strumenti analitici fondamentali per la pianificazione e valutazione delle politiche sanitarie veterinarie e per l’attuazione del concetto One Health.

Infine, i dati confermano il successo delle politiche europee in materia di uso prudente degli antimicrobici: dal 2011 al 2023 si è registrata una riduzione del 50% delle vendite complessive di antibiotici veterinari. Questo risultato riflette l’impegno coordinato dei decisori politici, dei professionisti sanitari e degli operatori del settore agro-zootecnico per contrastare l’antimicrobico-resistenza e tutelare la salute pubblica.

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